|
UN BAMBINO MOLTO, MOLTO SPECIALE! Matteo 2:7-21 |
||
|
Ogni bambino è speciale per qualcuno! C’è un’aria di festa, di gioia, di mistero, di anticipazione, di miracolo intorno a ogni neonato! Quando Dio divenne un piccolo fanciullo, l’attenzione di molti era su di lui, quel bambino molto, molto speciale! Prima di andare avanti vorrei che leggessimo il brano nel Vangelo di Matteo capitolo 2:7-21 LEGGERE Matteo 2:7-21. Quanta curiosità intorno a un bambino! Un neonato ci riempie di interrogativi: cosa farà da grande? Sarà bravo o cattivo? (Naturalmente i genitori chiedono se dormirà la notte o se li terrà svegli!). Gli occhi resteranno scuri o diventeranno azzurri? e così via! Ricordo il giorno che mostrai il mio primo maschietto a un anziano signore: egli lo scrutò da cima a fondo, mormorò qualche parola di complimento e poi esclamò: “E dire che anche i peggiori criminali e delinquenti un giorno erano così carini!”. Certamente il futuro di un bimbo non si può prevedere guardando il visino del neonato, ma c’è un Bambino molto, molto speciale e dacché è venuto al mondo non smette di far parlare di sé. Altri bambini presto diventano ragazzini, giovanotti, uomini di famiglia, uomini d’affari, vecchi in pensione e infine morti, sepolti e dimenticati, ma questo Bambino sembra possedere un fascino speciale che non si può facilmente definire; e ciò non soltanto a sentire le parole della madre la quale naturalmente avrebbe sempre e solo parole di lode nei confronti del suo bambino. Vogliamo vedere cosa c’era di tanto speciale in quel Bambino e perché ancora oggi dopo due millenni abbiamo immortalato nelle sacre pagine del Vangelo la storia del BAMBINO GESÙ. Nel secondo capitolo del Vangelo di Matteo troviamo la parola “bambino” adoperata ben nove volte! Da questa parolina capiremo perché Egli è un Bambino molto, molto speciale. I - L’ATTESA DEL BAMBINO In primo luogo vediamo che egli era stato lungamente atteso. La gravidanza di una donna dura nove lunghi mesi, e quanta ansia spesso accompagna quel periodo, ansia mista a gioiosa anticipazione dell’evento. Per Dio la cosa fu molto più lunga. Da centinaia di anni i profeti avevano anticipato la nascita di questo Bambino, predicendo il luogo esatto dove sarebbe nato e, molto strano, avevano anche parlato di una nascita verginale, cioè da una donna senza rapporto con un uomo. Certo questo era molto speciale e diverso da tutti gli altri esseri al mondo. I profeti avevano pure detto che il Bambino sarebbe stato il Figlio di Dio, le cui origini risalivano ai giorni eterni; Egli avrebbe affondato le sue radici nell’eternità perché era Dio fatto uomo. Quel Bambino quindi era speciale perché era il Creatore stesso, della mucca e della stalla, della madre e di tutta la terra. II - L’ARRIVO DEL BAMBINO E non solo la sua nascita ma tutta la sua vita era stata profetizzata e preparata secondo un piano ben preciso. Per un qualsiasi bambino il futuro è un grande punto interrogativo: la storia ci fornisce molti esempi di bimbi famosi finiti suicidi o nell’oscurità e di bimbi sconosciuti e poveracci diventati importanti e degni di nota per l’umanità. Per il Bambino Gesù la sua vita era scritta già nelle Scritture e in Lui infatti si avverano centinaia di profezie relative alla sua nascita, vita, miracoli, insegnamenti, morte, risurrezione, gloria. Egli era un bambino nato per morire, per morire per me e per te. Al suo arrivo molti erano felici, altri furono turbati. Fra questi ultimi il re Erode il quale si sentiva minacciato nella sua posizione di autorità. Egli aveva detto ai magi di cercare diligentemente il Bambino e riferirglielo. I Magi avevano scrutato le stelle perché esse parlavano di Lui, le aveva fatte Lui ed era normale lasciarvi la sua firma! Le ricerche astronomiche li avevano portato a conoscere l’arrivo del nuovo importante re. Vennero da lontano, seguendo una stella particolare, eppure quando furono così vicini alla loro méta persero di vista la guida e la loro ricerca sembrava condurre a una grande delusione. Forse i magi si aspettavano un’altra accoglienza per quel nascituro e per questo si diressero al Palazzo Reale, ma furono delusi finché non andarono alla stalla! (O meglio alla casa, dove in seguito Giuseppe e Maria con il Bambino Gesù vivevano, secondo quanto ci è detto in Matteo 2:11 “Entrati nella casa...”). Anche oggi nella varie vicende natalizie bisogna fare una grande ricerca per trovare Gesù. Abbiamo di tutto nel nostro Natale: visite, regali, panettoni, spumanti, cartoline, vacanze, tregue, ma Gesù è difficile da trovare. Forse le nostre ricerche e aspettative saranno deluse finché non guardiamo nelle Scritture come fecero i Magi e allora la nostra gioia sarà pari alla grandissima gioia provata dai magi alla vista del Bambino. |
III - L’ADORAZIONE DEL BAMBINO I pastori andarono ad adorare Gesù alla stalla; i Magi dopo lunghe ricerche lo trovarono in una casa e, visto il Bambino, LO adorarono: l’attenzione era tutta su di Lui. In seguito Gesù sarebbe stato apprezzato, perfino ascoltato, ma ancora oggi pochi sono pronti ad adorarlo cioè a riconoscere che Egli è Dio venuto in carne umana, degno di essere adorato, servito e di affidargli ciecamente la nostra vita. Nell’adorare Gesù i Magi offrirono dei regali. Naturalmente non si può far visita a un neonato senza portare un qualche dono. Oro, incenso e mirra: tre simboli della sua persona divina e del suo messaggio di morte in sacrificio per il peccato. E, strano quanto possa sembrare, quel Bambino desidera un dono da noi: la nostra vita perché Egli possa arricchirla dei Suoi doni. E il dono più grande che vuole darci è la vita eterna, il perdono dei nostri peccati, l’amicizia di Dio, per mezzo del suo sangue versato, quel sangue più prezioso di tutto l’oro del mondo. Posso dire mille volte che amo una persona, ma lo dimostrerò coi fatti quando la ricolmo di regali. Così anche con Dio, finché diremo solo a parole di amarlo, finché non gli diamo tutta la nostra vita, il Natale resterà un vano cerimoniale per soddisfare i nostri piaceri, un falso pretesto per chiamarci cristiani. L’adorazione implica il servizio: vediamo gli angeli così occupati nella storia del Natale. I pastori avevano incontrato un coro di angeli che annunciava loro la nascita del Messia, di Gesù; altri angeli avevano recato il lieto annuncio della nascita ai genitori cioè Maria e Giuseppe che fu il padre legale di Gesù anche se non fisico. E troviamo ancora questi celesti messaggeri impegnati ad avvisare Giuseppe del pericolo per il Bambino. La nascita, come la morte e la risurrezione di Gesù, è evidenziata dal servizio degli angeli. Per loro, che non hanno mai peccato, la redenzione dell’uomo è qualcosa che possono stare a guardare, a contemplare ma non capire. L’apostolo Pietro ci dice che essi “desideravano guardare bene addentro” in queste cose. E saranno stati sbalorditi per quanto accadeva a quel Bambino, prima nel portare gli annunci ai genitori, poi nel proteggerlo nei primi mesi di vita, nel servirlo dopo la tentazione quando, già uomo, ebbe un faccia a faccia con il Diavolo stesso, e ancora quando stavano a sorvegliarlo e consolarlo nel giardino del Getsemani mentre sudava gocce di sangue e infine nel vederlo chinare il capo e morire abbandonato da Dio e dagli uomini. Gli angeli non capirono mai come quel Bambino prodigio potesse fare una simile fine, ma per noi è cosa facile: erano i nostri peccati di cui si era caricato e che portava sulla croce. Quel Bambino è speciale perché è venuto per dare la sua vita per salvare molti e servì fino alla fine, gustando la morte in tutta la sua amarezza, mentre gli angeli stavano a guardare in attesa di un minimo cenno per intervenire in sua difesa. IV - L’ATTACCO AL BAMBINO Il Bambino atteso, arrivato, adorato ma anche attaccato. Ogni neonato è molto fragile e preda di virus, raffreddori, infezioni varie. Gesù era attaccato anche su altri fronti: “Erode cercherà il bambino per farlo morire” erano state le parole dell’angelo a Giuseppe, consigliando di fuggire lontano. Anche per quanto riguarda questo aspetto della sua vita le profezie erano chiare: “disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire” erano le parole del profeta Isaia (cap. 53) molti secoli prima. Gesù fu un uomo di dolore fin da bambino. Ricercato per farlo morire. Che un uomo soffra di solito ci dispiace, ma vedere un bambino soffrire ci commuove fino alle viscere. Anni fa sentii alla TV la notizia del crollo di una cava in Sud Africa dove parecchi uomini persero la vita. Ma molti ricorderanno ancora la bambina Jessica negli Stati Uniti o il piccolo Alfredino caduti in un pozzo: per parecchi giorni le telecamere puntate fisse sul posto, i servizi giornalistici in continuazione finché l’esito degli sforzi per liberare i bambini giunge a termine; al salvataggio per la piccola Jessica, e purtroppo troppo tardi per il piccolo Alfredino. Gesù fu rigettato fin dalla nascita; venne in casa sua e i suoi non lo ricevettero: sono le parole dell’apostolo Giovanni. E quando Pilato lo proporrà come Re dei Giudei, la folla griderà: “Crocifiggilo, toglilo di mezzo, non vogliamo che costui regni su di noi”. La taglia sulla sua testa cominciò fin da piccolo, dovette fuggire in Egitto. Quel che il re Erode non riuscì a portare a termine, nonostante la sua feroce e crudele strage di parecchi bimbi innocenti, Pilato compì circa trent’anni dopo. La taglia? Trenta denari: fu data un amico di Gesù, un certo Giuda, che lo tradì. Ma ancora oggi molti vendono Cristo per poche cose. Pagano il prezzo di una eternità lontani da Dio pur di non avere nulla a che fare con Lui. Ma per costoro, come per Erode, sarà Gesù a decidere il loro destino e non viceversa. |
V - L’ALLONTANAMENTO DEL BAMBINO L’attacco di Erode portò a un allontanamento del Bambino Gesù dalla sua patria per un periodo finché un angelo apparve in sogno a Giuseppe in Egitto: “Prendi il bambino e sua madre e va in Israele, perché son morti coloro che cercavano la vita del bambino”. Per quei mesi e anni Gesù fu miracolosamente protetto, ma tornò ancora a turbare alcuni e a dare pace ad altri. Come la ripresa di un film interrotto per cause tecniche, eccolo riemergere e continuare la sua vita indisturbato. Passerà ancora del tempo nell’oscurità, ma crescerà davanti agli uomini e davanti a Dio, finché Dio lo rivelerà al mondo: “Ecco il mio diletto figlio nel quale mi sono compiaciuto”. Il successo sembrerà garantito, ma presto la folla gli sarà girata contro, e Gesù sarà ingiustamente accusato e crocifisso. Sarà calato in una fredda tomba... ma sarà soltanto momentaneamente nascosto perché tre giorni dopo sarà ancora nelle prime pagine dei giornali a turbare alcuni e a recare perdono e gioia a quanti lo riceveranno. E ancora oggi, noi sappiamo che Egli è via in cielo alla destra del Padre, ma ci è detto (e il copione della sua vita parla chiaro) nelle varie profezie bibliche che Egli tornerà dal cielo per turbare alcuni, ma per portare con sé quanti lo amano e lo aspettano. E che giorno glorioso sarà, quando tutti gli angeli di Dio lo adoreranno e, forse, capiranno qualcosa del piano di salvezza escogitato dal loro padrone per la redenzione dell’umanità! Gesù un Bambino molto, molto speciale; lungamente atteso, concepito nella mente di Dio fin dall’eternità, ma puntualmente giunto a termine nella pienezza dei tempi, nel giorno stabilito. Per Lui furono fatte ricerche astronomiche pur di essere trovato; e quando fu trovato gli uomini lo adorarono, prostrati nella polvere; gli attacchi furono aspri e violenti per cercare di eliminarlo ma, momentaneamente nascosto e protetto da Dio, riapparve per mostrarci Dio, la sua volontà , la sua potenza e il suo amore infinito per noi morendo e risuscitando il terzo giorno; salì al cielo al posto d’onore più alto che ci sia, da dove regna e guida gli eventi della storia perché quel Bambino era ed è il Figlio di Dio e come tale era ed è al centro del piano di Dio per l’umanità. VI - L’ATTUALITÀ DEL BAMBINO E la storia di quel Bambino rimane attuale perché è legata alla storia di ogni uomo. La tua vita avrà un significato solo se Lui ha messo ordine perché per questo Egli è venuto. Sappiamo bene come spesso l’arrivo di un bambino in una famiglia porta scompiglio, quasi un terremoto; ma chi vive quei momenti afferma “Ne vale la pena!”. Così è per chi riceve quel Bambino nella propria vita: non rifiutarlo perché sembra dar fastidio o ti manterrà sveglio la notte. La gioia e la soddisfazione che Egli dà non possono essere minimamente paragonate con quel che si deve soffrire per lui. Ci sono tante idee errate sul Bambino Gesù! Si dice che porti i regali, spesso viene presentato come un toccasana per fare stare buoni i bambini... abbiamo ridotto il Natale a un bambino, vecchio di duemila anni che possiamo raggirare a nostro piacere. Abbiamo nascosto quel Bambino cercando di dimenticare chi era e perché venne, lo mettiamo in un cassetto e lo tiriamo fuori a Natale, e ci illudiamo che finché resta bambino lo abbiamo in pugno. Credi tu al Bambino Gesù? Io ci credo! Ci credo perché immortalato nelle sacre pagine della Parola di Dio. Natale e Pasqua vanno visti insieme nel pensiero di Dio e io credo al Bambino Gesù perché il Vangelo ne parla. La venuta di Cristo per via di una mangiatoia sembra qualcosa di strano e di sensazionale, di meraviglioso e di misterioso allo stesso tempo. Ma quando lo prendiamo fuori dalla mangiatoia e lo invitiamo nella nostra vita, il significato è spiegato e il mistero svanisce. In conclusione ecco un articolo tratto dal libretto “È ancora Natale” che potrai trovare nella sezione LIBRI di questo sito. Per lo più è bello avere ospiti; ma ultimamente è stato il colmo! Ci avevano detto che non poteva stare da noi senza un letto speciale, cosa che procurammo. Di solito era accompagnato da tre persone la cui unica preoccupazione era di servirlo da capo a piedi; e, ci avevano avvertito, bisognava trovare spazio pure per loro! Anche a questo provvedemmo. Appena arrivato eccolo tirar fuori il suo assortimento di cacciaviti e nel suo tempo libero non faceva altro che smontare tutto ciò che capitava sotto tiro. Peccato che non fosse altrettanto bravo a riordinare. Così qualcuno doveva stargli dietro e rimettere tutto a posto. Anche questo facemmo. Di solito ci fa piacere portare i nostri ospiti a un ristorante in collina. Per la strada si gode un panorama stupendo... ma non per questo ospite! Si addormentò appena partiti e non si svegliò se non quando fummo già lì. E non vi dico che scenate a pranzo: rifiutò il pranzo ordinato per lui e insisté nel volere il pasto di qualcun altro. E prima di uscire lo scorsi che baciucchiava la cameriera! Con lui non si poteva neanche parlare: se dormiva bisognava parlare sottovoce, se era sveglio monopolizzava subito la conversazione parlando in continuazione e richiedendo la massima attenzione da ognuno. Forse pensate che noi diremmo: Chi vuole un tale ospite? Che vada via al più presto e non si faccia più vedere! Potreste pensarlo, ma vi sbagliereste. Egli ha appena tre anni e mi chiama “nonno” e può venire e smantellare tutta la casa quando e quanto vuole. Natale vuol dire che un ospite è venuto in questo mondo: per tanti un ospite non gradito o con troppe pretese, addirittura dice di essere il padrone! Ma per chi lo conosce Egli è più che benvenuto! Natale ci presenta re sui troni, pastori nei campi, angeli nei cieli, persone pie al tempio, ma tutte queste creature sembrano scomparire davanti alla gloria di Colui che deve avere tutta la nostra attenzione: il Bambino nella mangiatoia! Togli via il panettone, i tuoi ospiti, i divertimenti, le cartoline e bigliettini di auguri, i riti religiosi, cosa rimarrà del Natale? Non lasciarlo sfuggire senza dare uno sguardo a quel Bambino diventato uomo, appeso a una croce, uscito dalla tomba: è Gesù! Chiedigli di dimorare per sempre nella tua vita, a qualsiasi costo, e non avrai mai nulla di cui pentirti. |