AUGURI PER I TUOI GUAI!

Testo: Salmo 20: un augurio: 


Il Salmo è un augurio per il credente che andava ad adorare Dio. Enfasi sul v. 4: Dio ti dia quel che il tuo cuore desideri.

Qual è il tuo desiderio oggi? Forse un lavoro, una famiglia, una casa o una macchina, la salute, forse anche una chiesa, una famiglia spirituale. Io vorrei avere una chiesa con una buona scuola domenicale per i miei figli (che spesso si annoiano), con un bel culto vivace, bel canto, sana predicazione, buoni studi biblici, un bel gruppo di giovani (ed anche un gruppo anziani a cui fra poco posso unirmi), con un bravo pastore a cui posso andare a raccontare tutti i miei guai e che mi mandi via con la risposta dal Signore, una chiesa che abbia un edificio comodo e caldo d’inverno e con l’aria condizionata d’estate, una chiesa con almeno cento membri e, possibilmente, in un raggio di massimo cento metri da casa mia!

Non è male desiderare una tale chiesa, la differenza sta nel desiderare di AVERE una simile chiesa o di ESSERE questa chiesa. Per essere una chiesa di cento membri, ognuno dei cento è stato parte di una chiesa di due o tre ai quali il Signore ha aggiunto il quarto, quinto, sesto, novantanovesimo e poi il centesimo.

Come credenti che amiamo il Signore dobbiamo desiderare principalmente di conoscere sempre più Gesù, crescere nella santificazione. I credenti SI desiderano, bramano la comunione reciproca, stare insieme e soprattutto desiderano servire Dio. Tanti dei nostri desideri non potranno essere soddisfatti, ma insieme potremo realizzare la conoscenza di Cristo, la crescita e la comunione reciproca, per poterlo servire e testimoniare di Lui in questo tempo e in questo luogo dove Egli ci ha posti.

Qualcuno ha ben detto:

Se ti va di lamentarti perché non ti dà quello che desideri, ringrazia che non ti dà quello che meriti!

Vogliamo passare un po’ di tempo in preghiera esprimendo a Dio i nostri desideri e magari portando insieme i pesi o i desideri gli uni degli altri, in special modo che il Signore ci guidi nelle nostre scelte e nei nostri piani per la vita.

Prima di farlo vogliamo però leggere ancora un brano dalla Parola di Dio in Isaia 30, 1-17 che si trova in mezzo a dei capitoli pieni di GUAI! Vedi il primo versetto dei capitoli 28,29,30,31: Guai...!)

Testo: Isaia 30:18-26. Leggere il brano biblico

Abbiamo parlato dei nostri desideri, vogliamo vedere anche i desideri di Dio, che spesso sono diversi dai nostri! Meno male - dovremmo dire!

Inostri desideri molto spesso sono fine a noi stessi, il desiderio di Dio è sempre per il bene degli altri, per il nostro bene. Di tutte le cose che Gesù ha fatto nella sua vita, la cosa che ha desiderato ardentemente più di ogni altra fu l’ultima cena con i suoi amici in vista della sua morte.

Dopo aver letto la prima parte del capitolo 30 (nei versetti 1 a 17), ero un po’ giù, chiedendo a Dio cosa volesse dirci. Poi, il giorno dopo continuai con la prima parola del v.18: Tuttavia... Grazie a Dio per i suoi MA, Tuttavia, Però, Nondimeno...

In questo brano vediamo il desiderio di Dio per l’uomo, espresso in quattro parole:

GRAZIA v.18-19

GUIDA v. 20-21

GIOIA v. 22-24

GUARIGIONE v. 25-26

GRAZIA v.18-19:

Tuttavia: Non tanto “nonostante tutto questo, benché tu sia questo”, ma piuttosto “PERCIÒ”.

Non per un contrasto, ma come una CONSEGUENZA, cioè: vista la totale impossibilità di fare altrimenti, farò io, agirò da me, userò misericordia - dice Dio.

Dio è un Dio di giustizia che condanna il male, ma nella sua grazia lo paga Lui stesso. La misericordia di Dio non ci fa avere quello che meritiamo, la sua grazia ci dà quello che non meritiamo. 

La grazia di Dio è alla base della sua salvezza e di tutta la sua opera. Se noi riusciremo a fare qualcosa non è perché siamo migliori degli altri, ma perché Dio nella sua grazia vuole fare qualcosa con noi, vuole agire in noi e in mezzo a noi. Beati quelli che sperano in Lui: che spettano per Lui, o aspettano che Lui agisca!

Io ho aspettato tanto per fare alcuni passi nella mia vita! Ho aspettato che si calmassero le acque in alcuni problemi, ma poi ho riflettuto su Pietro che, alla vista delle onde, affonda. Ma lui sarebbe ffondato anche sul mare liscio! La grazia di Dio che ci sostiene nei momenti difficili è quella stessa di cui abbiamo bisogno nei momenti di calma. Da soli non potremmo sussistere comunque.

Noi potremo solo resistere e perseverare guardando alla grazia di Dio. Fu chiesto a John Newton, che era un trafficante di schiavi prima di convertirsi, quale fosse il suo versetto preferito: “Per la grazia di Dio - come dice l’apostolo - io sono quello che sono. So che non sono quello che dovrei essere, o che non sono quello che vorrei essere, so che non sono quello che spero di essere, ma so che non sono quello che ero!”

Riposiamo nella grazia di Dio, sapendo che non meritiamo nulla. 

GUIDA v. 20-21:

I prossimi versetti parlano ella guida del Signore, sia nell’insegnamento, sia nelle scelte da compiere. A volte il Signore ci dà anche pane d’angoscia e acqua di afflizione per farci tornare a Lui e considerare le sue ricchezze.

Ricordo la storia di un uccellino che cercava di fare il nido per depositare le sue uova, su alcuni rami secchi. Il contadino lo vide e glielo distrusse. Il giorno dopo ancora una volta l’uccello tornò con la sua paglia in bocca. E il contadino lo distrusse ancora. La terza volta l’uccello costruì il suo nido icino la porta della casa nel giardino del contadino, che lo lasciò stare. Prima ancora che le uova si schiudessero, quei rami secchi erano stati bruciati, e se ci fosse stato il nido, non avrebbero mai visto la luce del sole.

A volte Dio frustra i nostri iani per portarci dove Lui ci vuole, dove Lui sa che è meglio per noi.

I tuoi insegnanti non dovranno nascondersi: in Israele i veri profeti dovevano spesso nascondersi per evitare il martirio; oggi si insegna attraverso libri, cassette, video, in modi in cui il Maestro non si vede. Sembra che questi versetti siano piuttosto al singolare, COLUI che ti insegna, riferendosi a Dio stesso. Ancora oggi Dio usa insegnanti della Sua Parola, ma ci ha dato il Suo Spirito che ci insegna in molti altri modi personali, correggendo, esortando, impedendo, approvando ecc. E soprattutto che ci dà quella voce interiore di conferma, che ci dice “Questa è la via”. Fino al giorno in cui potremo finalmente vedere faccia a faccia Colui che ci nsegna: Dio stesso! Per il momento possiamo amare Colui che non vediamo, ma possiamo vederlo nei nostri fratelli. Come ci dicono Giovanni e Pietro: 1 Pietro 1:8 e 1 Giovanni 3:14; in questo Dio stesso è il Maestro, 1 Tessalonicesi 4:9. 

 

Per il futuro, teniamo presente che gli ideali sono come le stelle, non si raggiungono mai, ma come per i naviganti in mare, essi ci servono per stabilire la rotta. Così sogniamo di essere una grande chiesa, con tutto ciò che è bello avere, e poi lasciamo agire Dio che ci guidi passo dopo passo. Chi porta una lanterna in una strada buia di notte vede solo un passo alla volta, e poi quando ha fatto quel passo, ne vede un altro e così arriva sano e salvo alla sua destinazione. Vogliamo chiedere a Dio che ci guidi un passo alla volta e che ci dia la grazia di fare quel passo e poi un altro. 

GIOIA v. 22-24

I prossimi versetti ci parlano del nostro rapporto col peccato, a cui diremo “via di qui”. Il peccato è quello che turba la nostra gioia, perché interrompe la comunicazione con la fonte della nostra gioia che è Dio stesso. Il giorno verrà che non avremo nulla a che fare con gli idoli che ci creiamo, e nel cammino cristiano c’è una crescita e un miglioramento continuo con l’aiuto di Dio.

La gioia del credente è qui illustrata con i frutti della terra. Il Salmista poteva dire, Salmo 4: “tu mi hai dato più gioia di quando il loro mosto ed il loro grano abbondano”.

La gioia nel mondo sembra impossibile da trovare. Qualcuno ha detto 

“L’impazienza avvelena tutte le nostre gioie e c’impedisce di vedere la felicità quando l’abbiamo raggiunta. Noi siamo resi impazienti dalla perenne illusione che la vera felicità sia sempre un poco più avanti. Ragione per cui vorremmo bruciare le tappe per raggiungerla. Ma la felicità è come la palla che il fanciullo rincorre: quando la raggiunge le dà un calcio”.

Quale deve essere la gioia del credente? Una bella frase: Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia. Mi svegliai e vidi che la vita non era che servizio. Ho servito e mi sono reso conto che nel servire era la gioia. Servire Dio, servendo il mondo che muore con il Vangelo e i fratelli: questa è la mia gioia. E se stiamo insieme ne avremo da rallegrarci e servire! 

GUARIGIONE v. 25-26

Questi ultimi versetti ci portano alla vittoria finale di Dio contro i suoi nemici, quando anche noi saremo vittoriosi e finalmente guariti da ogni male. Per il momento la sua gioia è la nostra forza, i suoi desideri sono quelli che devono animarci e rincuorarci.

Quello che noi crediamo con tutto noi stessi influisce grandemente sul nostro fisico. Gesù ha cominciato il suo ministerio con il messaggio: Ravvedetevi poiché il regno di Dio è vicino. L’enfasi era sul ravvedimento che significa letteralmente un cambio di idee, di pensiero. Quello che è nella mente come pensiero, passerà nelle emozioni come sentimento e poi ancora nella volontà come azione e infine nel corpo come risultato. 

In Ecuador è successo che un boa velenoso era riuscito a entrare per la finestra di un ospedale dove molti dei pazienti erano paralizzati. Tutti i malati, meno tre, saltarono dal letto correndo via terrorizzati. Essi pensavano di essere paralizzati, e lo erano, fino a quando un pensiero più forte si impadronì di loro e allora potevano correre via.


Nella vita avremo problemi di tutti i tipi, che cercheranno di paralizzarci nel nostro cammino col Signore, ma se siamo afferrati dalla GRAZIA DI DIO, coscienti della sua GUIDA, allora potremo essere pieni di GIOIA, quella stessa gioia del Signore che sarà la nostra FORZA nei momenti di debolezza fisica, materiale o altro.

CONCLUSIONE

Qual è il tuo desiderio? Gesù ha desiderato grandemente quell’intimo incontro con i suoi, prima di morire, ben sapendo che il risultato sarebbe stato il libero accesso alla presenza di Dio per me e per te. Il suo più grande desiderio è quello di farti grazia, darti quello che tu non meriti, la sua salvezza, il suo perdono, la sua gioia, la sua guida nella vita, la sua guarigione, in parte, ora e di certo, pienamente, in cielo? Non rifiutare queste cose, perché in fondo in fondo sono quelle stesse cose che tu vuoi al di sopra di tutte le altre.

E se Dio non ha risparmiato il suo unico Figlio ma lo ha dato per tutti noi, come non ci darà Egli tutte le altre cose di cui abbiamo bisogno?